IL PROGETTO
L’intelligenza artificiale può darti una risposta tecnicamente corretta. Il vero problema è capire se le hai dato tutti gli elementi e, soprattutto, se le hai posto la domanda giusta.
Il rischio che non sembra un rischio
Sempre più imprenditori, professionisti e aziende utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare contratti, preparare documenti, valutare rischi e prendere decisioni.
E spesso l’AI restituisce una risposta chiara, articolata, convincente e persino tecnicamente corretta rispetto alle informazioni che ha ricevuto.
Ma può essere proprio questo il problema.
Può mancare un documento. Un fatto apparentemente secondario. Una clausola collegata ad un’altra parte del contratto. La prospettiva della controparte. Una conseguenza economica o operativa che nessuno ha pensato di chiedere all’AI di valutare.
A quel punto la risposta può essere corretta e la decisione può essere comunque profondamente sbagliata.
Nel mondo reale, una valutazione incompleta può tradursi in una clausola accettata senza comprenderne gli effetti, una strategia processuale o negoziale sbagliata, una responsabilità non considerata o una decisione che può costare somme anche molto rilevanti.
Il problema più pericoloso è la falsa sicurezza
Un errore evidente induce a fermarsi e verificare. Una risposta ben scritta, logicamente costruita e apparentemente professionale può produrre l’effetto opposto: farci credere che il problema sia stato risolto.
È qui che una domanda incompleta può trasformarsi in un errore tecnico, giuridico, strategico o economico. Non perché l’AI abbia necessariamente risposto male, ma perché nessuno ha individuato ciò che mancava prima della risposta.
Il problema non si risolve con un prompt migliore
I “prompt magici” non creano competenza
In rete si moltiplicano prompt che promettono di trasformare l’intelligenza artificiale nel “miglior avvocato”, nel “miglior consulente” o nel “miglior esperto” possibile.
Ma un prompt, per quanto sofisticato, può chiedere soltanto ciò che qualcuno ha pensato di chiedere.
Se manca il fatto decisivo, il documento rilevante, la prospettiva corretta o la domanda che soltanto una competenza professionale maturata nel tempo avrebbe fatto emergere, anche un prompt eccellente può produrre una risposta eccellente al problema sbagliato.
“Agisci come un avvocato” non crea un avvocato
Scrivere “agisci come il miglior avvocato con trent’anni di esperienza” non trasforma l’intelligenza artificiale in un professionista con trent’anni di esperienza.
L’AI può riprodurre il linguaggio, le strutture argomentative e molti schemi tipici del ragionamento professionale. Questo, però, non significa possedere la conoscenza professionale reale che si forma attraverso anni di casi, controversie, negoziazioni, arbitrati, decisioni, errori e conseguenze concrete.
È proprio quella conoscenza maturata nel tempo che consente al professionista di riconoscere il dettaglio che non torna, il documento che manca, il rischio che nessuno ha considerato e, soprattutto, la domanda che ancora non è stata posta.
Un prompt può chiedere all’AI di comportarsi come un professionista. Non può trasformarla in un professionista vero.
L’esperienza non è soltanto informazione
L’esperienza professionale significa anche riconoscere schemi, capire quando un dettaglio apparentemente irrilevante può cambiare tutto, intuire quale documento manca, anticipare la posizione della controparte e sapere quali domande porre prima ancora di cercare una risposta.
Non è soltanto sapere cosa dice una norma, conoscere una clausola o individuare una regola astratta. È sapere quando quella regola non basta, quali elementi devono essere messi in relazione e quale domanda può cambiare completamente il risultato.
È spesso proprio lì che si trova il Punto Cieco.
Il metodo de Il Punto Cieco
Capire il problema
Prima della risposta vengono chiariti contesto, obiettivi e conseguenze reali.
Cercare ciò che manca
Fatti, documenti, rischi, prospettive e domande non ancora considerate.
Formulare la domanda giusta
Solo quando il quadro è completo ha senso interrogare davvero la tecnologia.
Usare l’AI meglio
L’intelligenza artificiale diventa uno strumento dentro una valutazione professionale, non il sostituto della valutazione.
Dietro il metodo c’è esperienza professionale reale
Il Punto Cieco è stato ideato dall’Avv. Fabio Santoro, avvocato internazionalista con esperienza in operazioni, contratti, controversie, negoziazioni e arbitrati in diverse giurisdizioni europee ed extraeuropee.
L’AI può dare una risposta perfetta alla domanda che le fai.
Il Punto Cieco nasce per capire se era davvero
quella la domanda da fare.
Prima della risposta, cerchiamo ciò che manca.
Se vuoi guardare un problema da una prospettiva diversa, parliamone.